“Le 7 Parole”…

7 Parole - OFM Amantea

Diorama Pasquale AmanteaOltre ai tradizionali e storici momenti che caratterizzano la Settimana Santa di Amantea, da un pò di anni vengono proposti anche altri eventi collaterali che vanno ad arricchire il programma delle manifestazioni religiose: parliamo ad esempio del Diorama Pasquale e delle “7 Parole dell’Agonia”.

Il primo, che può essere considerato come una sorta di Presepe ma con la rappresentazione della Passione e Crocifissione di Gesù, viene allestito nella Chiesa del Carmine dall’Associazione “Fedeli della Madonna del Carmine” che si avvale della collaborazione di valenti artisti locali.

Il secondo, invece, è un particolare concerto religioso proposto dall’Orchestra di Fiati Mediterranea Città di Amantea.
Locandina "7 Parole" 2014 - OFM Amantea“Le Sette Parole dell’Agonia di Nostro Signore Gesù Cristo sulla Croce” su testo di Pietro Metastasio furono poste in musica per «due Tenori, due Bassi e Coro con accompagnamento d’Organo» dal Canonico Lorenzo Maria Falduti (1825-1896), Maestro di Cappella della Cattedrale di Reggio Calabria. Strumentato ed orchestrato per banda dal Maestro Angelo De Paola su commissione del Dr. Nazareno Scerra di Melicucco (RC), utilizzando un manoscritto a firma del copista Giovanni Licastro [datato Delianuova (RC) 15 marzo 1931], rappresenta il primo esempio di oratorio sacro per fiati e coro ed è stato proposto al pubblico per la prima volta in assoluto dall’Orchestra di Fiati Mediterranea nell’Aprile del 2006 in un tour che ha interessato le 5 province calabresi riscuotendo particolare interesse. Da allora, infatti, questa versione delle “7 Parole” per orchestra di fiati, viene eseguita ogni anno in giro per la Calabria e non solo, anche da varie altre formazioni musicali.

Di seguito il video di una recente esecuzione (2013) presso il Campus Temesa, occasione in cui il nostro compianto Sindaco Franco Tonnara fece uno dei suoi ultimi e più emozionanti interventi in pubblico (minuto 27:52). Brani contenuti nel video: Canto d’Introduzione: Già trafitto in duro legno (minuto 3:20) – Prima Parola: Di mille colpe reo (minuto 6:32) – Seconda Parola: Quando morte coll’orrido artiglio (minuto 8:27) – Terza Parola: Volgi deh! Volgi a me il tuo ciglio (minuto 10:31) – Quarta Parola: Dunque del padre ancor (minuto 12:26) – Quinta Parola: Qual ciglio candido (minuto 13:55) – Sesta parola: L’alta impresa è già compita (minuto 15:50) – Penultimo Canto: Jesus autem (minuto 20:06) – Settima Parola: Gesù morì (minuto 21:22).

Questa la Cartolina Illustrata del prof. Salvatore Sciandra sull’edizione del 2013:

“Le Sette Parole dell’Agonia di N.S.G.C.”
<< Io, che sono un senza Dio, ho vissuto momenti di intensa emozione, per non dire quasi commozione! >>, così si è espresso un caro amico, presente in sala, a conclusione del concerto, nell’Auditorium del Campus Temesa, sabato 30 marzo. Io ascoltavo interessato i commenti a caldo, anche perché, come Coviello, eravamo stati coinvolti in quel magico appuntamento che, incastonato nei tradizionali riti della Settimana Santa di Amantea, aveva riempito uno spazio, finora quasi non considerato, completando gli appuntamenti che portano alla Resurrezione, alla Pasqua.
L’Orchestra di fiati Mediterranea città di Amantea, la Confraternita Maria SS Addolorata e l’Associazione Piccolo Teatro Popolare-IL COVIELLO-, hanno offerto una serata che potrebbe diventare l’appuntamento annuale del Sabato Santo di Amantea. Mancavano soltanto, per dare completezza e senso di adesione totale all’idea, il Clero di Amantea e le altre Confraternite. Ed ecco che, secondo me, diventerebbe il Concerto del Sabato Santo, con altissimi contenuti socio-culturali-religiosi.

Serata indimenticabile, in ogni caso!

<<Le Sette Parole dell’Agonia di N.S.G.C.>>, su testo del Metastasio, poste in musica per <<due Tenori, due Bassi e Coro con accompagnamento dell’organo>> dal canonico Lorenzo Maria Falduti (1825-1896), Maestro di Cappella della Cattedrale di Reggio Calabria, ci hanno ricordato come poesia e musica riescano a rapire ed estasiare gli animi umani, anche quelli più duri della selce.

Il Maestro Angelo De Paola, utilizzando un manoscritto autografo del copista Giovanni Licastro, datato Delianova, 15 marzo 1931, ha curato la strumentazione e l’orchestrazione per banda. Il Maestro Giuseppe Gloria si è alternato alla direzione dell’Orchestra con lo stesso Maestro De Paola. I Canti, eseguiti dal Soprano Rosa Antonuccio, dal Baritono Francesco Laino, dal Tenore Thomas Baldanza, sono stati preceduti dalla lettura dei versi del Metastasio, dagli attori del Coviello: Claudio Ruggiero, Eugenio Bruni, Antonio Perricone, Franca Dora Mannarino, Maria Cuzzilla, Ortensia Barone, Giusy Pellegrino, Maria Rosaria Crocco.

Serata, quindi, splendida! Di grande coinvolgimento emotivo, che ha preparato al godimento della Gloria in forma nuova e totale. E il Concerto non è finito con gli applausi interminabili e calorosi della gente presente, ma si è protratto, in ognuno di noi in cui sono rimasti gli echi di “Di mille colpe reo” o di “Qual giglio candido”, e di quel vibrar di piatti e grancasse che accompagnavano i Fiati che, oltre a fare accapponare la pelle, hanno prodotto in molti un groppo in gola e qualche lacrima, trattenuta solo per pudore.

Io, c’ero!
Totò Sciandra

Infine alcune note storiche e biografiche:

“Tra i momenti liturgici (o paraliturgici) che appartengono ormai a un sentire religioso del passato e, quindi, alla memoria di impalpabili emozioni fortemente vissute, vi sono le Sette Parole, pronunziate da Gesù nelle tre ore di agonia sulla croce. Nello svolgimento dei riti del Venerdì Santo – proprio da mezzogiorno fino alle 15, l’ora nona giudaica – il momento dell’agonia assumeva connotazioni di grande partecipazione e coinvolgimento dei fedeli, prima della commovente Adorazione della Croce, che quei riti concludeva e che oggi invece esaurisce la cosiddetta liturgia dell’hora nona. La riforma liturgica del concilio Vaticano II, nell’intento di snellire i tempi della ritualità in Parasceve, in realtà ha eliminato con le Sette Parole proprio quanto in ambito latino, controriformista e mediterraneo poteva essere considerato il corrispettivo della Passione oratoriale nell’ambito della riforma luterana. Entrambe le strutture seguono il tracciato ternario della Liturgia della Parola (tratta dal vangelo di Giovanni e dai Sinottici), il commento dottrinario (affidato al predicatore quaresimalista, corrispondente all’aria solistica dell’oratorio tedesco e, più specificatamente, bachiano) e la preghiera comunitaria (inni devozionali o corali veri e propri).
La musica del Falduti risente del clima ottocentesco in cui è stata composta, dunque dell’ influenza operistica evidente negli spunti verdiani. Questa fu la motivazione che spinse ad abbandonare l’uso delle “Sette Parole” dalla Liturgia, la quale vedeva più consone, nell’uso liturgico, melodie tradizionali.”

M° Diego Ventura

Lorenzo Maria Falduti

Figlio di Pietro e di Maria Giuseppa Monti, Lorenzo Falduti è nato a Reggio Calabria il 21/06/1825 dove, ordinato sacerdote nel 1847, operò presso la parrocchia di S. Sebastiano. Dal 1872 al 1874 ricoprì l’incarico di Cancelliere della Curia Vescovile e successivamente venne insignito della onorificenza di canonico con la nomina di Sub Cantor Cantorum e quindi Maestro di Cappella della Cattedrale di Reggio Calabria. Morì il 07/03/1896.

Pietro Metastasio

E’ il nome grecizzato di Pietro Trapassi. Nato a Roma nel 1698 e morto a Vienna nel 1782, poeta e librettista è considerato tra i più grandi dell’età del melodramma. I suoi testi vennero musicati da quasi tutti i compositori del tempo. Egli ridette dignità letteraria al dramma, scrivendo i suoi libretti come entità letterarie già perfette e portando a compimento la riforma iniziata dallo Zeno. Scrisse 27 drammi per musica in 3 atti, azioni teatrali, 8 oratori, poemi lirici e canzonette.”

Ulteriori foto ed informazioni sono disponibili sul sito web dell’Orchestra di Fiati Mediterranea Città di Amantea www.ofmediterranea.it e sulle relative pagina Facebook www.facebook.com/OFMAmantea

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