Luigi Aloe

web aloe mini

Quando l’intelligenza e la tenacia riescono ad aprire nuovi orizzonti

aloe“Ci racconta un po’ della sua storia?”

“Ho 47 anni e sono nato ad Amantea. Cominciai la mia vita di emigrante quando ancora avevo 17 anni. Andai in Germania, a Monaco di Baviera, e li rimasi quasi due anni a fare il muratore ed il manovale in una ditta di costruzioni. L’emigrante, e forse il meridionale in particolare, tende a lavorare troppo ed a mangiare poco. Ecco perché mi ammalai di esaurimento e fui ricoverato.

In ospedale incontrai il filosofo Armando Rigobello, una persona che mi aiutò ad uscirne fuori; mi spinse ad intraprendere gli studi ed a trovare un lavoro in Italia. Così lasciai la Germania e tornai ad Amantea. Poi ripartii per il Veneto ed a Vicenza ho lavorato nel cotonificio Rossi per quasi due anni. Ho lasciato per il servizio di leva, e dopo, siccome c’era una forte crisi occupazionale anche a Vicenza, non mi fu più possibile tornare. Su suggerimento del professor Rigobello, mi spostai a Perugia. Lì trovai un lavoro di aiutante tecnico di laboratorio all’Università, nella facoltà di scienze biologiche. Imparai bene il mio lavoro così che, quando Rita Levi Montalcini chiese al professor Giuseppe Colombo, primario del mio reparto, un tecnico di laboratorio per la sua equipe della Washington University di Saint Louis negli USA fui segnalato. Volai fino a Saint Louis nel Missouri, per restarvi solo sei mesi, poi invece ci sono rimasto per quasi otto anni, dal 1968 al 1974. Poi per la Levi Montalcini è arrivato il premio Nobel e mi sono trasferito insieme ad una parte della sua equipe a Roma ove vivo stabilmente”. 

“E alla laurea come ci è arrivato?”

“Alla carriera per la verità ci ho pensato sempre poco. Ho lavorato tanto e non ci ho pensato, anche se avevo superato qualche esame di biologia. Pensi che quando andai in Germania avevo solo la quinta elementare. Tornato in Italia nei primi tempi lavorai e studiai, e conseguii con tanti sacrifici la maturità magistrale, prima, e poi quella scientifica. Mi iscrissi all’Università quando già mi ero sposato ed avevo due figli.

Un giorno l’Università di Bologna mi invitò a tenere un seminario alla facoltà di scienze biologiche. Non mi sorpresi granché, visto che era successo con altri atenei all’estero. Dopo aver sostenuto un colloquio ed aver mandato un curriculum a Bologna non seppi più nulla almeno per un anno, fino a metà ottobre. Solo allora riuscii a sapere che c’era in aria la possibilità che mi fosse conferita la laurea honoris causa in scienze biologiche”.

 “Cosa significa questo per un emigrato calabrese?”

“E’ incredibile anche per me. Senza retorica posso dire che non ho parole. Sono cose che neanche si sognano. A volte ci penso e confesso che molte notti prima che mi fosse consegnata la laurea non ho chiuso occhio. Due o tre settimane prima preparavo il discorso che non mi sembrava mai buono”.

vinicio-leonettiDall’intervista rilasciata dal dott. Luigi Aloe al giornalista Calabrese Vinicio Lionetti  e pubblicata sul mensile “La Regione Calabria – Emigrazione” ( n. 2 del 1990).

“una storia esemplare, una favola per adulti”

Luigi Aloe

ww 1989-11-22 Bologna  060 “Illustre professoressa Levi Montalcini, oggi l’Università di Bologna, nell’aula magna di Santa Lucia e con le forme solenni del rito medioevale, ha conferito una laurea in storia, honoris causa, a Giovanni Spadolini.

Una grande occasione culturale, un’imponente scenografia per il Presidente del Senato” (…)

L’anno precedente toccò, con notevole preveggenza ad Alexander Dubcek, prima che fosse portato in trionfo a Praga” (…)

“Ma perché racconto tutto questo proprio a lei, signora Levi Montalcini?

Quel che le scrivo stasera, su questa cartolina, è quasi una storia esemplare, una favola per adulti. Non ha quelli che si chiamano, in gergo giornalistico, ‘polemici’, non ha doppi fondi.

E’ una vicenda bella e basta. E qualche volta vale la pena di soffermarsi anche su una di queste, anche perché sono abbastanza rare.

ww 1989-11-22 Bologna  029Dunque, nella stessa Università di Bologna, nella stessa aula magna, e dinanzi al medesimo rettore magnifico Fabio Roversi Monaco, s’era svolta qualche giorno fa un’altra cerimonia, la consegna di una laurea, per meriti speciali. Ma non ad un uomo illustre, ad un grande protagonista, ad un potente dello Stato.

Di solito, gli atenei preferiscono questo tipo di eventi, perché danno lustro, lucidano l’immagine. Ma è merito di Bologna, per una volta, averlo dimenticato.

Lei è stata la madrina, professoressa, della laurea concessa a Luigi Aloe. Ex emigrante, ex muratore in Germania, ex alunno di quarta elementare impossibilitato a passare in quinta.

Ebbene Luigi Aloe è ora dottore in biologia, può diventare a pieno titolo un ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche”.

(…)“Avevamo lasciato questo calabrese, quasi analfabeta, al suo rientro dalla Germania, dove aveva fatto il muratore. Luigi si ammala, e nel letto scopre lo studio.

Va a fare l’operaio in fabbrica, ma intanto frequenta le scuole serali, e arriva fino alla maturità liceale. Poi, per caso, a Perugia, lavora in un laboratorio di istologia e fa il tecnico di laboratorio. Diventa così bravo, in quel ruolo prezioso che lei, signora Levi Montalcini, riesce a farsi mandare Luigi in America, a Saint Louis, dove insegnava, e dove stava seguendo quell’imprendibile NGF, Fattore di Crescita Nervosa, che doveva costituire la sua grande scoperta.

ww 1989-11-22 Bologna  045E Luigi Aloe va in America, rimane anni accanto a lei, l’aiuta nei suoi esperimenti, tanto che lei ha scritto nel suo libro: ‘Difficilmente il progetto NGF avrebbe potuto sopravvivere senza l’aiuto di due giovani amici, da più di vent’anni miei collaboratori prima a Saint Louis ed in seguito a Roma, Pietro Calissano e Luigi Aloe’.

Calissano è uno scienziato a pieno titolo, ma Luigi Aloe resta un tecnico, ormai noto ovunque, ma senza laurea. Dotato di un vero intuito scientifico, di quello che lei, signora Montalcini, chiama un “pollice verde” per la scienza.

E finalmente, pochi giorni fa, a Bologna, Aloe ha avuto quella laurea che gli serviva, e che le circostanze della vita gli avevano impedito di prendere.

Un pezzettino del premio Nobel che le fu dato nel 1986 era anche suo, e lei ha voluto che lo si premiasse.

La morale di questa storia è natalizia. La tenacia e la dedizione sono qui tanto ripagate. C’è un’umanità intel- ligente e laboriosa che talvolta riesce a farsi riconoscere.

Una laurea così onora una Università..

Un saluto da Andrea Barbato”.

barbatoRiduzione di quanto ha scritto il noto giornalista della RAI-TV nel programma televisivo “La Cartolina” (RAI UNO – 11 dicembre del 1989) in occasione della consegna della laurea “Onoris causa” conferita al nostro concittadino.

Andrea Barbato, cronista capace di dare voce in modo semplice agli interrogativi degli italiani, per i telespettatori che lo ricordano è stato “quello della cartolina”,  una trasmissione nella quale il giornalista leggeva una “cartolina” virtuale inviata a noti personaggi della politica, dell’economia, dell’arte e dello spettacolo.

Luigi Aloe, per motivi di lavoro, vive a Roma ove, presso l’Istituto di Neurobiologia del C.N.R., prosegue, oggi con un contratto di Associatura, la sua attività di ricercatore alla scoperta di nuove possibili applicazioni della molecola NGF (Nerve Growth Factor).

Di lui ci piace ricordare che:

-   È stato membro dell’editorial board di importanti riviste mediche a diffusione mondiale;

-   Ha maturato esperienza scientifica presso numerose università italiane, europee e negli U.S.A.;

-   Ha svolto attività di responsabile unità operativa in importanti progetti del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ed ha collaborato con i più importanti Istituti Scientifici Italiani ed europei;

-   E’ consulente delle più importanti riviste scientifiche;

-   E’ autore di circa 400 pubblicazioni e relatore in congressi nazionali e internazionali;

-   Ha dimostrato, in collaborazione con ricercatori clinici, l’importanza e l’azione terapeutica della molecola NGF in ulcere cutanee umane e in alcune specifiche patologie oculari. Grazie a quest’ultima scoperta si è evitata e si eviterà in futuro, a molti pazienti, la perdita della vista.
 
LUIGI ALOE, che onora la Città di Amantea per i fulgidi traguardi raggiunti, è stato così raccontato da alcune importanti testate giornalistiche:
–  Gente: “Ero un muratore ora mi hanno dato la laurea ad Honorem”;
–  Visto: “Ero un muratore ora sono uno scienziato”;
–  Il Resto del Carlino: “Tocco e toga per l’ex emigrante”;
–  La Repubblica: “Una laurea ad honorem al ricercatore Luigi Aloe”
…oltre a numerose riviste scientifiche che mettono in evidenza il suo lavoro di scienziato all’interno del C. N. R.

Nel 1991 al dott. Luigi Aloe è stato conferito dal Presidente della Repubblica F. Cossiga e dal Presidente del  Consiglio G. Andreotti l’onorificenza di Commendatore della Repubblica Italiana per meriti scientifici.

w 1989-11-22 Bologna  024

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per offrire una migliore esperienza di navigazione. Chiudendo questo banner, scorrendo la pagina o cliccando qualunque suo elemento si acconsente automaticamente all’uso dei cookie. Per saperne di più consulta la nostra Privacy Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close