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	<title>Amanteani nel Mondo &#187; Pionieri</title>
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	<description>Il nuovo sito dell&#039;Associazione &#34;Amanteani nel Mondo&#34; - Amantea (CS)</description>
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		<title>Antonio Aloe</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 08:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/antonio-aloe.html" target="_blank"><img width="100" height="101" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/06/w-aloe-antonio-Scan20115.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Antonio Aloe" /></a></div>ALOE ANTONIO Un pescatore  al servizio della gente più bisognosa Appartenente ad una pluricentenaria famiglia di pescatori ebbe un’infanzia molto difficile fatta di stenti e di privazioni che le vicende della prima guerra mondiale resero ancora più dura, anche se...<br /><a class="read-more-button" href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/antonio-aloe.html">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/antonio-aloe.html" target="_blank"><img width="100" height="101" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/06/w-aloe-antonio-Scan20115.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Antonio Aloe" /></a></div><p style="text-align: center;"><em><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="color: #003366;">ALOE ANTONIO</span></strong></span></em></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #003366;">Un pescatore  al servizio della gente più bisognosa</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/06/w-aloe-antonioScan20112.jpg" target="_blank"><img class="alignright wp-image-1791 " title="Antonio Aloe" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/06/w-aloe-antonioScan20112-251x300.jpg" alt="Antonio Aloe" width="225" height="269" /></a>Appartenente ad una pluricentenaria famiglia di pescatori ebbe un’infanzia molto difficile fatta di stenti e di privazioni che le vicende della prima guerra mondiale resero ancora più dura, anche se l’attività della pesca esercitata dal padre, in qualità di comproprietario di barca, assicurava il necessario per sopravvivere .-</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Primo figlio maschio di una numerosa famiglia di sette fratelli (uno di essi morì in giovane età), non fu chiamato alle armi, perché già da alcuni anni era costretto a farsi carico delle necessità del suo nucleo familiare concorrendone al sostentamento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">In quel periodo, l’attività del padre diventava l’attività dei figli, quindi, naturalmente mio padre, dopo aver conseguito la licenza elementare, iniziò a fare il pescatore sin dall’età di 15 anni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Quel titolo di studio, che in quel periodo pochissimi figli di pescatori conseguirono, in seguito contribuì concretamente a fargli esercitare un ruolo rappresentativo sia nella vita che nelle istituzioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/06/w-ALOE-ANTONIO-SPOSI.jpg" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-1792 " title="Antonio Aloe con sua moglie" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/06/w-ALOE-ANTONIO-SPOSI-212x300.jpg" alt="Antonio Aloe con sua moglie" width="196" height="277" /></a>Egli seppe sempre conciliare, inizialmente, la sua attività di pescatore, con il crescente impegno sociale, senza perdere mai di vista l’amore e la cura della sua famiglia alla quale assicurò sempre il necessario e anche di più.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Presidente della cooperativa dei Pescatori di Amantea, sorta nel 1949, impostava e risolveva pratiche presso l’INPS, l’INAM, l’INAIL e la CCIAA di  Cosenza per l’ assicurazione malattie, per la liquidazione degli assegni familiari e per la concessione di pensioni di invalidità e di vecchiaia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Per l’impegno profuso si meritò l’affetto e la stima di quanti lo conobbero:</span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">tra i pescatori per il ruolo determinante avuto nella cooperativa della pesca  ed al di fuori di essa; </span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">nella società civile per i rapporti sempre corretti, chiari e trasparenti avuti con la gente;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">come politico, sia nel ruolo di consigliere comunale, che come iscritto della Democrazia Cristiana, sin dalla nascita del partito, nell’immediato dopoguerra;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">come assistente sociale delle Acli, nella quale si fece una particolare esperienza essendo stato uno dei primi, se non il primo che ad Amantea, che gli assicurò qualche modesto introito di carattere economico.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"> <a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/06/w-a-Scan20106.jpg" target="_blank"><img class="alignright wp-image-1804 " title="Antonio Aloe" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/06/w-a-Scan20106-222x300.jpg" alt="Antonio Aloe" width="144" height="195" /></a>Questa sua ultima attività esercitata, inizialmente, insieme a quella di pescatore,  successivamente fu continuata in esclusiva, perché la pesca fu abbandonata dalla maggioranza dei pescatori di professione, in quanto non era più remunerativa ed anche, principalmente, perché ai vecchi pescatori  non si sostituirono le giovani generazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">La sua competenza consentì a tante persone di avere una consulenza professionale per il disbrigo delle pratiche relative a tutto quello che era assistenza sociale e che, per quei tempi, costituiva materia astrusa per i tanti che non potevano o non sapevano districarsi nei meandri della burocrazia statale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/06/w-a-Scan20105.jpg" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-1810 " title="Antonio Aloe" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/06/w-a-Scan20105-209x300.jpg" alt="Antonio Aloe" width="167" height="240" /></a>La nostra casa era un andirivieni di molte persone, ognuna delle quali aveva un problema da risolvere: presentazione e versamento di tessere assicurative con la richiesta del relativo rinnovo; presentazione domanda di invalidità per ottenere la relativa pensione;  presentazione dei ricorsi in caso di bocciatura delle stesse; presentazione delle domande di pensione di vecchiaia e di reversibilità; presentazione dei ricorsi per ottenere gli assegni familiari;  presentazione di domande di ricongiunzione contributi, necessarie quando un operaio lavorava alle dipendenze di più ditte, o aveva lavorato all’estero, ecc.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Papà riusciva ad instaurare ottimi rapporti con i Direttori degli Istituti previdenziali ma anche, e lui diceva principalmente, con i fattorini dei reparti,  i quali erano quelli che riuscivano a risolvere i casi di smarrimento delle pratiche durante l’archiviazione .</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Al riguardo ci sarebbe tanto da scrivere, e raccontare una serie di aneddoti che evito di evito di fare ma che erano il sale di un rapporto continuo con gente bisognosa e che spesso, quando di propria iniziativa, andava direttamente a Cosenza per risolvere il suo problema, si scontrava  con una realtà burocratica che spesso lo costringeva a ritornare più volte a Cosenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Egli, posso assicurare, che in questo lavoro, nonostante la sua modesta istruzione, era molto ferrato e può essere, senz’altro, considerato un PIONIERE del settore.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #003366;"><strong><em>Vittorio Aloe</em></strong></span></p>
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		<title>Rocco Delizia</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2016 16:47:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/rocco-delizia.html" target="_blank"><img width="175" height="172" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/RoccoDelizia.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="RoccoDelizia" /></a></div>Aveva avuto la ventura di dover ripetere per ben tre volte la terza elementare, perciò “Ruoccu ‘i mastru Ruardu” sin da piccolo andò a lavorare col padre adottivo, Eduardo Munno, provetto muratore e grande cacciatore. Alla fatica del lavoro edile,...<br /><a class="read-more-button" href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/rocco-delizia.html">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/rocco-delizia.html" target="_blank"><img width="175" height="172" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/RoccoDelizia.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="RoccoDelizia" /></a></div><p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/DocImage10.jpg"><img class="alignright  wp-image-2503" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/DocImage10-179x300.jpg" alt="DocImage10" width="175" height="294" /></a>Aveva avuto la ventura di dover ripetere per ben tre volte la terza elementare, perciò “Ruoccu ‘i mastru Ruardu” sin da piccolo andò a lavorare col padre adottivo, Eduardo Munno, provetto muratore e grande cacciatore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Alla fatica del lavoro edile, spesso si aggiungeva quella di dover raggiungere, a piedi, i cantieri nei paesi vicini, persino nella lontana Serra Aiello.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Nel primo dopoguerra, terminato il servizio militare, fu assunto dalle Ferrovie dello Stato, in qualità di manovale, ma, essendo abituato ad un’attività libera e all’aria aperta, solo dopo pochi mesi lasciò l’impiego per emigrare in Venezuela.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">In quel lontano paese del Sud-America in piena espansione, gli fu facile proseguire nel lavoro di muratore, nel quale aveva maturato in patria una notevole professionalità e, successivamente,  insieme ad un socio, aprire una piccola fabbrica di mattonelle in cemento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Quest’ultima attività, ben presto, gli consentì di guadagnare sufficientemente e Rocco, a differenza di tanti altri compaesani, ebbe la possibilità di tornare spesso ad Amantea per trascorrere brevi periodi con la moglie e la famiglia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/DocImage2.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2504" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/DocImage2-185x300.jpg" alt="DocImage2" width="195" height="316" /></a>Verso la metà degli anni ’50, accortosi della crescente instabilità politica e del serpeggiante dissenso della popolazione verso  il governo, cosciente che il Socio, molto implicato nella politica antigovernativa avrebbe potuto coinvolgere anche lui e la sua azienda in provvedimenti di repressione, decise di vendere la sua quota e di fare definitivamente ritorno in Patria, come del resto fecero in quel periodo molti nostri concittadini.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Amantea, in quegli anni, viveva il momento della maggior crescita edilizia, perciò Rocco, con tempismo e lungimiranza, sul suolo che aveva precedentemente acquistato in Via Margherita, costruì una struttura (tutt’ora esistente) nella quale praticare il commercio di materiali da costruzione e avviare un ben fornito negozio di ferramenta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Era il primo e l’unico della zona: avrebbe permesso, finalmente, ai capo-mastri più celebrati di Amantea, Nicola Ruggiero (Pinnicchia), Ciccio Porco, Vincenzo Gloria, i fratelli Vincenzo e Pietro Osso di dedicarsi alla loro attività senza dover pensare anche alla ricerca, al trasporto e all’approvvigionamento dei materiali necessari alle loro imprese.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/DocImage9.jpg"><img class="alignright  wp-image-2505" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/DocImage9-300x205.jpg" alt="DocImage9" width="239" height="163" /></a>Potendo avvalersi nella conduzione del negozio della collaborazione dei giovanissimi figli, per qualche anno, con una squadra di operai, appaltò lavori per Le Ferrovie dello Stato, di costruzioni civili e pubbliche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Agli inizi degli anni ’60, in società con la ditta di Mario Greco, nei pressi del fiume Catocastro, avviò una fabbrica di mattoni in cemento, simile a quella che aveva posseduto in Venezuela, ma questa impresa, non avendo soddisfatto le attese, dopo qualche anno fu chiusa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Rocco Delizia è scomparso da qualche anno, ma i suoi figli, pur avendo diversificato le loro attività, continuano ad operare nel settore in cui il padre fu “pioniere” conservando le doti peculiari ad essi trasmesse dal genitore: impegno e sacrificio, competenza, cortesia e disponibilità.</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/DocImage3.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-2506 size-large" title="L'inaugurazione del negozio in via Margherita" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/DocImage3-1024x653.jpg" alt="DocImage3" width="734" height="468" /></a></p>
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		<title>Giuseppe Amato</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2016 16:47:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/giuseppe-amato.html" target="_blank"><img width="175" height="213" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/GiuseppeAmato.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="GiuseppeAmato" /></a></div>&#8220;Mastro&#8221; Peppino Amato Il primo parrucchiere di Amantea Non è facile riassumere, in poche righe la figura di un valente artigiano, la cui vita, oltre alla quotidianità del suo lavoro, in molte occasioni si è intrecciata con quella della cittadina...<br /><a class="read-more-button" href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/giuseppe-amato.html">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/giuseppe-amato.html" target="_blank"><img width="175" height="213" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/GiuseppeAmato.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="GiuseppeAmato" /></a></div><p style="text-align: center;"><span style="font-size: 14pt;"><strong><span style="color: #003366;">&#8220;Mastro&#8221; Peppino Amato</span></strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 14pt;"><em><strong><span style="color: #003366;">Il primo parrucchiere di Amantea</span></strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/AMATOGIUSEPPiE.jpg"><img class="alignright  wp-image-2469" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/AMATOGIUSEPPiE-185x300.jpg" alt="AMATOGIUSEPPiE" width="158" height="256" /></a>Non è facile riassumere, in poche righe la figura di un valente artigiano, la cui vita, oltre alla quotidianità del suo lavoro, in molte occasioni si è intrecciata con quella della cittadina amanteana e del suo hinterland,  in particolar modo subito dopo  la seconda guerra mondiale..</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Da  giovanissimo fino all&#8217;età di vent&#8217;anni, Peppino  ha praticato l&#8217;arte del Barbiere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Il suo maestro fu Mastro &#8221; Giovanni  Cocozza&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Il suo primo salone fu nel centro storico, in Corso Umberto;  poi  andò a Roma e, successivamente, a Napoli per imparare l&#8217;arte del parrucchiere per donna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Il suo Maestro fu un certo Minicone col quale lavorò come apprendista in una Bottega in Piazza Dante fino al compimento dei trenta anni.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Ritornato ad Amantea,  nel 1935, aprì, in  Via Vittorio Emanuele 55, nei magazzini dell&#8217;Avvocato Greco, un salone di parrucchiere per Donne e Uomini che chiamò  &#8221; Casa della Permanente&#8221; nella quale mise a frutto l’esperienza maturata nelle acconciature femminili introducendo  l&#8217;arte dell&#8217;ondulazione a riccioli piatti, con ferri preriscaldati a fuoco con i quali creava boccoli, arricciava o piegava i capelli delle donne, non solo del luogo, ma anche dei paesi vicini.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/mastro-PEPPINOnel-suo-salone.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2470" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/mastro-PEPPINOnel-suo-salone-300x200.jpg" alt="mastro PEPPINOnel suo salone" width="257" height="171" /></a>Consapevole che l’imparare l’arte del parrucchiere era un percorso molto lungo, con molta lungimiranza, perché imparassero l’arte, accolse nel suo “laboratorio i figli Salvatore (Salvino), Maria Pia e Franca.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Quando nel 1975, dopo oltre quaranta anni di attività mastro Peppino  decise che era tempo di andare in pensione, solo la figlia Franca seguì le orme paterne continuando ad operare nello stesso locale opportunamente rinnovato.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">In quanti lo hanno conosciuto resta di lui un ricordo vivissimo per la gentilezza d’animo, la pazienza l’educazione e l’altruismo, doti che lo contraddistinsero fino alla morte (1983).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Mastro Peppino non fu l&#8217;uomo solamente dei momenti  felici, ma anche delle ore tristi, quando riusciva a dare conforto ai più bisognosi ( tutti ricordano la tavolata imbandita nel giorno di San Giuseppe davanti al salone per i più poveri). </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><br />
Figlio d’arte, fu membro della Banda Mario Aloe nella quale suonava gli strumenti a percussione con perizia e dedizione che gli valsero, nel 1981, la medaglia d’oro dell’Amministrazione Comunale per i suoi trascorsi di musicante. A premiarlo fu il decano della Banda , Antonio Sicoli (mastru Totonno ‘i Sara), altro grande artigiano di cui ci riserviamo di parlare in uno dei prossimi volumi dell’antologia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #003366;">Liberamente tratto dai ricordi del figlio, ragionier Salvatore Amato</span></strong></em></p>
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		<title>Salvatore Basso</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2016 16:47:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/salvatore-basso.html" target="_blank"><img width="175" height="196" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/SalvatoreBasso.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="SalvatoreBasso" /></a></div>Uno degli esercizi commerciali più antichi della mostra Città è, senza alcun dubbio, la “Gioielleria Basso” che, che fu inaugurata pochi anni dopo la fine della prima guerra mondiale, nel 1922. Il soldato Salvatore Basso, originario di Maddaloni (Caserta), destinato...<br /><a class="read-more-button" href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/salvatore-basso.html">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/salvatore-basso.html" target="_blank"><img width="175" height="196" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/SalvatoreBasso.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="SalvatoreBasso" /></a></div><p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Uno degli esercizi commerciali più antichi della mostra Città è, senza alcun dubbio, la “Gioielleria Basso” che, che fu inaugurata pochi anni dopo la fine della prima guerra mondiale, nel 1922.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Il soldato Salvatore Basso, originario di Maddaloni (Caserta), destinato ad Amantea per il servizio militare, conobbe e sposò la nostra concittadina Fiorina Morelli  decidendo di stabilirsi definitivamente nel nostro Comune.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/W-basso-salvatore-oreficeria-vecchia.jpg" target="_blank"><img class="alignright wp-image-2462 size-medium" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/W-basso-salvatore-oreficeria-vecchia-300x193.jpg" alt="W basso salvatore oreficeria vecchia" width="300" height="193" /></a>In quel periodo, immediatamente successivo alla fine del conflitto, anche ad Amantea la crisi economica faceva sentire i suoi effetti e si viveva in un clima di tensione sociale legato al problema dei reduci che tornavano nella società con la speranza di avere ciò che era stato promesso loro durante gli ultimi due anni di guerra e che speravano di trovare una società migliore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Quello sarebbe apparso a tutti il periodo meno propizio per intraprendere un’attività commerciale, specie se legata alla vendita di beni non di prima necessità come i preziosi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Tuttavia, Salvatore Basso, che proveniva da una famiglia di orefici, con coraggio e lungimiranza, decise di aprire il suo esercizio e, dopo qualche anno, con il ritorno alla normalità, i suoi sforzi furono premiati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">L’attività di questo “pioniere”, dopo la sua scomparsa, è stata continuata dal figlio Ferdinando (Nando) che venne avviato giovanissimo a questa professione e che, nel periodo della seconda guerra mondiale, per non far morire l’attività di famiglia, si improvvisò venditore ambulante di stoffe girando con la sua valigetta di paese in paese, mostrando all&#8217;occorrenza una catenina o un anellino d&#8217;oro che non dimenticava mai di portare con se.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Attualmente la gioielleria è condotta dal nipote Salvatore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #003366;">Salvatore Basso, nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica, ha ricoperto a lungo la carica di Priore della Confraternita di Masia SS. Addolorata e, per molti anni, è stato curatore ed organizzatore della festa di S. Rocco nella Parrocchia dei Cappuccini.</span> </strong></p>
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		<title>Ettore Carino</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2016 16:46:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/ettore-carino.html" target="_blank"><img width="150" height="135" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/EttoreCarino.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="EttoreCarino" /></a></div>Mastr’Ettore ha rappresentato uno degli esponenti più brillanti della categoria degli artigiani di Amantea e del fenomeno molto diffuso dagli anni ’60 delle “putighe” (le botteghe artigiane appunto). Si trattava di figure professionali che avevano appreso il loro mestiere magari...<br /><a class="read-more-button" href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/ettore-carino.html">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/ettore-carino.html" target="_blank"><img width="150" height="135" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/EttoreCarino.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="EttoreCarino" /></a></div><p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Mastr’Ettore ha rappresentato uno degli esponenti più brillanti della categoria degli artigiani di Amantea e del fenomeno molto diffuso dagli anni ’60 delle “putighe” (le botteghe artigiane appunto).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Si trattava di figure professionali che avevano appreso il loro mestiere magari nei duri anni dell’emigrazione ,in particolare verso i paesi del Sudamerica (il mitico “Zuela”, il Venezuela, su tutti) e che lo esercitavano in locali quasi sempre aperti sulle vie principali, nei quali vi era sempre una schiera di apprendisti,di solito ragazzi o ragazzini, specie nei mesi estivi,dove venivano mandati dalle famiglie (“jire allu mastru”,letteralmente andare dal Maestro) per guadagnare qualche spicciolo e imparare, se possibile,un mestiere per il futuro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">La bottega diventava però una scuola non solo professionale, ma di vita. Attraverso essa si vedeva il fluire della gente per strada e si facevano commenti, diremo oggi gossip, ovvero in dialetto ”u taglia taglia” ovvero il taglia e cuci, tipico di tutti i piccoli ambienti di provincia-</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Per essa transitavano inoltre personaggi di tutti i ceti sociali, ognuno con i suoi piccoli vizi e stranezze. In quella sede si facevano inoltre accese discussioni sportive o politiche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Era importante quindi che vi fosse un animatore e un moderatore di tutta questa complessa rappresentazione scenica, tra l’avanspettacolo e il cabaret, che si svolgeva quotidianamente e per la quale spesso si andava apposta, oltre che per ingannare il tempo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Bene, tra questi cerimonieri Mastr’Ettore è stato sicuramente uno dei più grandi e più abili, anche perchè portare gente significava anche lavoro oltre che passatempo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Ettaruzzo (con diminutivo usato per lo più dalle persone più grandi di lui) era infatti un fine conoscitore dei caratteri e del modo in cui approcciarsi alla variopinta umanità che transitava per le sue bellissime sedie bianco e nere da barbiere, nel famoso salone Diurno di via Vittorio Emanuele, invenzione mutuata dall’estero e dove per la prima volta si poteva fare,straordinaria innovazione per il tempo, anche la doccia!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Ma pur essendo rispettoso e professionale, con fare bonario ma abilmente malizioso (“jette a petra e s’ammucce lla manu”,ovvero stuzzica) sapeva orchestrare al momento opportuno “tuttu ‘u tiatru” ovvero dare il via a  quel complesso meccanismo fatto di sfottò, discussione apparentemente animata, battute e risate collettive, utilizzando la perfetta conoscenza dei i punti deboli e delle suscettibilità dei malcapitati i quali peraltro, quando toccava loro, si facevano sapientemente coinvolgere, salvo ad uscire magari vittoriosi dalla tenzone.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Ma Ettore è stato anche un grande amicone di tutti,compagnone e organizzatore di indimenticabili “scialate” (scampagnate) e riunioni conviviali tra soggetti rigorosamente di sesso maschile,che terminavano di solito con gli effetti di abbondanti libagioni,piu’ o meno sopportate,con situazioni talora comiche,causate dall’ebbrezza alcolica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">E’ stato un uomo dal cuore grande,generoso con tutti,apparentemente volubile,talora falsamente burbero,forse per nascondere la sua innata riservatezza e rispettosità per gli altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Ma Ettore per noi è stato soprattutto il papà della “Frittata”,oltre che un po’ il papa’ di tutti noi,sempre pronto a sostenere e incitare qualsiasi nostra iniziativa goliardica o mangereccia si proponesse di svolgere nella sua “Casicella”, partecipandovi attivamente e con piacere, insieme alla inseparabile Maria.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Ciao Ettore,vedi se anche li c’e’ la possibilità di cucinare qualche megafrittata con gli amici di un tempo che ritroverai,magari invitando anche Bonolis e Laurenti ……….</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Con affetto,</span><br />
<em><strong><span style="color: #003366;">Pier Luigi Bruni e tutto il Gruppo Amici della Frittata di Amantea</span></strong></em></p>
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		<title>Nicola Caruso</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2016 16:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/nicola-caruso.html" target="_blank"><img width="150" height="151" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/NicolaCaruso.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="NicolaCaruso" /></a></div>Il primo autista di linea e primo meccanico di Amantea Agli inizi del 900, Cosenza, da Amantea, si raggiungeva percorrendo la statale 278 che, con un percorso tortuoso e accidentato, attraverso il passo di Potame, permetteva gli spostamenti e gli...<br /><a class="read-more-button" href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/nicola-caruso.html">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/nicola-caruso.html" target="_blank"><img width="150" height="151" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/NicolaCaruso.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="NicolaCaruso" /></a></div><p style="text-align: center;"><span style="font-size: 14pt;"><strong><em><span style="color: #003366;">Il primo autista di linea e primo meccanico di Amantea</span></em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/2255.jpg"><img class="alignright  wp-image-2515" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/2255-300x232.jpg" alt="2255" width="221" height="171" /></a>Agli inizi del 900, Cosenza, da Amantea, si raggiungeva percorrendo la statale 278 che, con un percorso tortuoso e accidentato, attraverso il passo di Potame, permetteva gli spostamenti e gli scambi commerciali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Partendo da Piazza commercio, la strada si inerpicava per  i tornanti di Cannavina, attraversava S. Pietro e Terrati, sfiorava Lago passando dal Bivio di Margi e poi, dopo aver scollinato fra le nebbie quasi perenni del  valico, superava Domanico e Carolei entrando a Cosenza attraverso Piazza della Riforma.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">A percorrere la carreggiata, angusta e sterrata, erano soprattutto carri e carrette che, per coprire il tragitto, impiegavano diverse ore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Andare al Capoluogo (almeno fino all’agosto 1915 quando fu aperta la linea ferroviaria Paola-Cosenza) era quasi un’avventura per chi doveva andare nella città per acquisti o per il disbrigo di pratiche presso gli Uffici Provinciali, un’avventura che aveva qualcosa di epico nei racconti dei viaggiatori che, all’attento e curioso auditorio, narravano di peripezie indescrivibili, di strani incontri e, qualche volta, anche di fantasmi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/w-nonno-nicola-e-lillo-1950.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2514" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/w-nonno-nicola-e-lillo-1950-201x300.jpg" alt="w nonno nicola e lillo 1950" width="182" height="272" /></a></span><span style="color: #003366;">Poi arrivò il tempo in cui ai “traini” e alle “carrozze” subentrarono i primi veicoli a motore: camioncini e “corriere”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Il servizio di linea  tra Amantea e Cosenza fu realizzato negli anni ’20 e il primo autista, chiamato all’impresa di guidare il “postale” (1) , fu Nicola Caruso (<em>Nicola ‘u sciafferr</em>u), mio nonno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Egli, che era in possesso di una delle primissime patenti di guida e che fino allora aveva fatto il fabbro ferraio, si trovò al volante di un rumorosissimo trabiccolo, con la trasmissione a catena e le ruote gommate piene, molto dure e rigide, ma che avevano il vantaggio di non potersi forare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Finalmente arrivò il fatidico giorno dell’inaugurazione del nuovo e moderno servizio!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">In Piazza Commercio, sin dalle prime luci dell’alba, si erano radunati i pochi passeggeri, che per l’occasione avevano indossato gli abiti buoni della domenica, orgogliosi, emozionati ed impettiti, in bella mostra davanti al mezzo sul quale stavano per intraprendere il viaggio, circondati da uno stuolo di curiosi che non poteva e non voleva perdere lo storico evento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">C’era anche l’autista (in tuta da lavoro) che, dopo aver fatto gli ultimi controlli ed invitato i passeggeri a salire, dopo alcuni tentativi infruttuosi, riuscì a mettere in moto il motore con la manovella, poi salito al posto di guida, fece muovere il pesante mezzo che, con un rumore assordante, abbandonò la piazza lasciando dietro a se una scia di polvere come a voler cancellare il passato…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Per i passeggeri, si apriva una nuova serie di avventure di viaggio tra paesaggi che scorrevano alla folle velocità di quasi 20 kmh, fra cigolii e sobbalzi sulla carreggiata dissestata, intervallati dalle soste per far riposare o riparare il motore nel tentativo di raggiungere la meta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Magari proprio durante i viaggi, nelle soste forzate a causa di un guasto meccanico, sul ciglio delle strade, si facevano degli improvvisati pic-nic che favorivano nascita di nuove amicizie e,  magari,14 amori immaginari…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Altre volte, invece, la fatica del viaggio era molta perchè toccava scendere a spingere con le braccia, oppure fare le salite a piedi per permettere alla corriera carica di bagagli di ogni genere di arrivare fino alla cima..</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">E, come ai tempi della trazione animale, al ritorno, c’era sempre una piccola storia da raccontare, la descrizione di nuove espe- rienze e di nuove conoscenze.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Dopo qualche tempo, con la pratica acquisita nel riparare continuamente il motore del<em> “postale”</em>, mio nonno cedette il volante al suo successore, Salvatore Colombo, ed aprì, in via Elisabetta Noto, la prima officina meccanica per la riparazione delle pochissime autovetture della città e del suo circondario.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Sotto la sua burbera guida, molti giovani volenterosi impararono a conoscere i “misteri” del motore e, a loro volta, essendo aumentato il numero delle autovetture, aprirono le loro officine o svolsero la loro attività di meccanici all’estero. </span></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">La prima società di autolinee che ebbe in concessione la tratta Amantea-Cosenza fu la ditta Santelli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/w-franchino-chiappetta.jpg" target="_blank"><img class="alignright wp-image-2516 size-thumbnail" title="Franchino Chiappetta" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2016/01/w-franchino-chiappetta-150x150.jpg" alt="???????????????????????????????" width="150" height="150" /></a>L’unico mezzo (‘u postale), alla fine del servizio veniva riposto in un capannone sito in via Dogana (dove adesso c’è la pescheria). Successivamente il servizio fu garantito dalla S.E.A.C. una Società di Autolinee con sede a Cosenza.  Agli inizi degli anni ’70 la linea fu rilevata dalla ditta Preite di Cosenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Nel secolo scorso, al volante si sono succeduti numerosi autisti, alcuni dei quali non erano di Amantea e che sono ricordati solo con il mome di battesimo: Nicola Caruso, Salvatore Colombo, Ricuzzu, Franchino Chiappetta e Angeluzzu.</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Turillu Galera</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2015 08:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/turillu-galera.html" target="_blank"><img width="300" height="189" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/06/w-turillu-galera-300x189.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Turillu Galera" /></a></div>Salvatore Porco &#8220;Turillu Galera&#8221; di Pino Del Pizzo Anni &#8217;50&#8230;  Dopo essere passati sotto i ponti della Ferrovia, la spiaggia si raggiungeva da via Garibaldi, da via Margherita e da via Baldacchini. Nel periodo estivo, le aree prospicienti i suddetti...<br /><a class="read-more-button" href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/turillu-galera.html">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/turillu-galera.html" target="_blank"><img width="300" height="189" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/06/w-turillu-galera-300x189.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Turillu Galera" /></a></div><p style="text-align: center;"><span style="color: #003366;">Salvatore Porco</span></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="color: #003366;">&#8220;Turillu Galera&#8221;</span></strong></span></em></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #003366;"><strong><em>di Pino Del Pizzo</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Anni &#8217;50&#8230;  </span><br />
<span style="color: #003366;">Dopo essere passati sotto i ponti della Ferrovia, la spiaggia si raggiungeva da via Garibaldi, da via Margherita e da via Baldacchini. </span><br />
<span style="color: #003366;">Nel periodo estivo, le aree prospicienti i suddetti ponti ospitavano i bagnanti indigeni e quelli provenienti da Cosenza, da Roma e da Napoli. L&#8217;accesso da via Baldacchini avveniva dopo aver superato un angusto pontino stretto, al termine di un sentiero sterrato che, tracciato fra orti e canneti, continuava fra i &#8220;vruchi&#8221; e la conceria di pelli le cui acque maleodoranti ristagnavano in un lungo fossato attraverso il quale, a fatica, qualche volta riuscivano a &#8220;sfociare&#8221; in mare.</span><br />
<span style="color: #003366;">Da via Garibaldi, invece, si raggiungeva &#8221; &#8216;a marina d&#8217;a chiazza&#8221;, sulla quale, d&#8217;estate, stazionavano decine di barche di pescatori all&#8217;ombra delle quali trovavano rifugio dai raggi di sole quelli che non possedevano un ombrellone o un &#8220;pagliaio&#8221; fatto con canne e un lenzuolo a guisa delle tende dei pellirossa americani.</span><br />
<span style="color: #003366;">L&#8217;accesso alla spiaggia più &#8220;in&#8221; della città (&#8216;a marina d&#8217;a Taverna) era segnato dal ponte di via Margherita, dopo il quale si apriva l&#8217;orizzonte al di là di una spiaggia sterminata che si raggiungeva attraverso un ampio spazio sterrato ritagliato fra i &#8220;vruchi&#8221; di Scina (a sinistra) e il muro di cinta del campo sportivo (a destra).</span><br />
<span style="color: #003366;"> Proprio all&#8217;inizio dell&#8217;arenile sorgeva &#8220;La Rotonda&#8221;, una struttura in legno che ogni anno i fratelli Perna costruivano su una vera e propria palafitta, per ospitare le serate di gala tenute dai cantanti più famosi dell&#8217;epoca.</span></p>
<div id="attachment_1713" style="width: 728px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/06/lido-azzurro-50.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-1713 size-full" title="Lido Azzurro Amantea anni '50" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/06/lido-azzurro-50.jpg" alt="Lido Azzurro Amantea anni '50" width="718" height="189" /></a><p class="wp-caption-text">Il Lido Azzurro agli inizi degli anni &#8217;50</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Sull&#8217;altro lato, invece, una baracca di assi sconnesse e con il tetto di lamiera, circondata da una vera e propria trincea di sacchi pieni di sabbia, fungeva da &#8220;avamposto&#8221; per chi non poteva o non voleva portarsi appresso (e quasi sempre a piedi) ombrelloni o sdraio.</span><br />
<span style="color: #003366;">Il &#8220;bunker&#8221; era gestito da una squisita persona: Salvatore Porco, meglio conosciuto e ricordato come &#8220;Turillu Galera&#8221;, che &#8211; quelli della mia età &#8211; ricordano come l&#8217;antesignano dei futuri &#8220;bagnini&#8221;.</span><br />
<span style="color: #003366;">Gentile e premuroso con tutti, faceva un servizio spiaggia efficientissimo: all&#8217;alba, dopo aver provveduto alla pulizia dell&#8217;arenile di sua competenza, piazzava gli ombrelloni e le sdraio  con meticolosa precisione, poi si metteva di &#8220;vedetta&#8221; per sorvegliare l&#8217;arrivo dei &#8220;clienti&#8221; ai quali forniva i tesori della sua esperienza sulle condizioni del mare e del tempo.</span><br />
<span style="color: #003366;"> Sotto il porticato antistante la baracca, nell&#8217;angolo più fresco, la sua provvista d&#8217;acqua, conservata in &#8220;vummulelle&#8221; di terracotta era a disposizione degli assetati ai quali mai negava un sorso, anzi accompagnava sempre questo suo generoso dono con un sorriso.</span><br />
<span style="color: #003366;">A sera, dopo aver raccolto e sistemato in bell&#8217;ordine tutto il materiale che gli era stato dato in custodia, prima di ritirarsi per il riposo notturno, spesso si soffermava con noi giovani che, tra una sigaretta e l&#8217;altra, cercavamo di carpirgli notizie sui &#8220;nuovi arrivi&#8221; delle belle &#8220;forestiere&#8221;&#8230;</span><br />
<span style="color: #003366;">Ma Turillu, riservato gentiluomo, non appagava la nostra curiosità. Dal suo sorriso e dai suoi silenzi, però, qualcuno di noi riusciva a trovare le risposte che cercava e, magari, la sera dopo confidava propositi e speranze di conquista!</span><br />
<span style="color: #003366;">Altri tempi, altri amori, altre estati&#8230;</span><br />
<span style="color: #003366;"> C&#8217;era una volta l&#8217;estate, c&#8217;era una volta &#8216;a marina d&#8217;a Taverna e la Rotonda, c&#8217;era una volta Turillu Galera.</span></p>
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		<title>Carlo Venerio</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2015 14:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/carlo-venerio.html" target="_blank"><img width="150" height="150" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/03/carlovenerio.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Carlo Venerio" /></a></div>Il 5 luglio 1966 iniziò la sua attività di gommista di Amantea Il mondo dei motori e delle auto ha sempre affascinato “Carruzzu” sin da bambino quando cominciò ad andare “allu mastru” nell’officina del burbero Nicola Caruso, per poi continuare...<br /><a class="read-more-button" href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/carlo-venerio.html">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/carlo-venerio.html" target="_blank"><img width="150" height="150" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/03/carlovenerio.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Carlo Venerio" /></a></div><h5 style="text-align: center;"><strong><span style="color: #003366;">Il 5 luglio 1966 iniziò la sua attività di gommista di Amantea</span></strong></h5>
<h5 style="text-align: center;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/03/w-venerio-carlo-carruzzu.jpg" target="_blank"><img class="alignright wp-image-959" title="Carruzzu Venerio" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/03/w-venerio-carlo-carruzzu-300x300.jpg" alt="Carruzzu Venerio" width="219" height="219" /></a></span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Il mondo dei motori e delle auto ha sempre affascinato “Carruzzu” sin da bambino quando cominciò ad andare “allu mastru” nell’officina del burbero Nicola Caruso, per poi continuare ad apprendere il mestiere sotto la guida di mastro Franchino Martire e iniziare a guadagnare qualche lira facendo il manovratore di un c</span><span style="color: #003366;">arrello ferroviario che trasportava la massicciata per lavori sui binari della ferrovia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">A 16 anni, non volendo lavorare come dipendente, cominciò a liberare il suo spirito imprenditoriale e, anche in seguito ai suggerimenti e alle incitazioni della mamma, aprì una piccola bottega in corso Vittorio Emanuele per riparare le biciclette e noleggiarle con una tariffa di 10 lire l’ora.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Il lavoro non mancava, il noleggio cominciava a decollare specie nella bella stagione, ma il guadagno era poco…e dal Venezuela arrivavano notizie di concittadini che stavano facendo fortuna in quella lontana terra oltreoceano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Al contrario dei suoi coetanei, seguendo gli impulsi del suo spirito, ancora giovanissimo decise di lasciare Amantea e di</span> <span style="color: #003366;">emigrare per raggiungere quella che gli sembrava la &#8220;sua terra promessa”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">In fondo a Caracas non sarebbe stato solo. Oltre ai numerosi Amanteani, avrebbe trovato un punto di appoggio alla casa di un suo zio che lo accolse con entusiasmo, a braccia aperte.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Il lavoro c’era e lui non disdegnava qualsiasi occupazione, specie se legata al mondo dei motori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Così, dopo aver fatto per qualche mese il parcheggiatore, non avendo ancora la patente per guidare le auto, con un sidecar si dedicò alla distribuzione del pane prodotto da un forno di proprietà di Italiani.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Il mezzo era molto piccolo: la distribuzione della merce lo impegnava in continui ritorni al forno per poter effettuare le varie consegne e, allora, decise di comprare un furgone, più capiente che gli consentisse di fare, in pochi viaggi, tutta la distribuzione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Una delle tappe quotidiane era al ristorante di Rocco Pati.<strong>¹</strong><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Qui, settimanalmente, trovava ad attenderlo una pattuglia della Polizia Stradale che gli contestava la multa per guida senza patente, contravvenzione che veniva, immancabilmente, “conciliata” in cambio di merce o di qualche centinaio di Bolivar.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Fra gli agenti, la notizia si era sparsa, così, ogni volta, Carruzzu trovava una nuova pattuglia con la quale tacitamente avveniva l’abituale transazione: i gendarmi chiudevano tutte e due gli occhi… e contemporaneamente riempivano le loro bisacce e aumentavano il contenuto dei loro portafogli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/03/IMG_00402.jpg" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-958" title="Carlo Venerio con il suo primo camion" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/03/IMG_00402-300x260.jpg" alt="Carlo Venerio con il suo primo camion" width="254" height="220" /></a>Dopo un paio di anni, essendo riuscito a mettere da parte un discreto gruzzoletto, ed avendo finalmente conseguito la patente di guida,  acquistò un camion col quale trasportava dei blocchi di cemento da Caracas a Punto Fijo: più 1.000 km, tra andata e ritorno, percorsi su strade sterrate e impervie, che ripeteva almeno due volte la settimana.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Erano gli anni del boom economico della nazione sud-americana che si avviava ad essere trasformata in una delle più moderne nazioni dell’America Latina.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Ma con la caduta del presidente Marcos Pérez Jiménez e i successivi disordini, le cose incominciarono a cambiare rapidamente e, come migliaia di altri immigrati, anche Carlo Venerio decise di ritornare in patria e di cercare un nuovo lavoro.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Trasferitosi a Torino, per 6 anni, insieme ad un suo cognato, si occupò di trasporti di autovetture con una bisarca di una ditta locale, poi nel 1966 ritornò definitivamente ad Amantea per aprire un’officina di gommista che fu la prima e più</span><span style="color: #003366;"> attrezzata di tutta la fascia tirrenica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Fu il primo a dotarsi delle attrezzature necessarie per la riparazione, l’equilibratura e l’assetto delle gomme, operazioni  che, fino ad allora,</span> <span style="color: #003366;">erano state fatte con molta fatica, tanta approssimazione e l’utilizzo di mezzi di fortuna.</span><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/03/w-venerio-IMG.jpg" target="_blank"><img class="alignright wp-image-957" title="Venerio Gomme" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/03/w-venerio-IMG-300x185.jpg" alt="Venerio Gomme" width="340" height="209" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Ben presto la ditta “Venerio” divenne un punto di riferimento per la raccolta  e la ricostruzione di pneumatici, nonché concessionaria delle miglio</span><span style="color: #003366;">ri marche di copertoni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Il suo lavoro, comunque, non gli impedì di applicarsi anche alla sua passione preferita perciò trovò sempre uno spazio da dedicare alla meccanica per riparare e restaurare macchine d’epoca che poi, valorizzate dalla sua </span><span style="color: #003366;">paziente opera, rivendeva ad appassionati o ad amatori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">La sua attività commerciale, iniziata il 5 luglio 1966, attualmente viene continuata dal figlio Pasquale che dal padre, oltre la pazienza nell’ap</span><span style="color: #003366;">plicazione, ha ereditato la serietà commerciale e migliorata la professionalità.</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/03/VenerioCarloPasquale.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-3817 size-full" title="Venerio Carlo &amp; Pasquale" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/03/VenerioCarloPasquale.jpg" alt="Venerio Carlo &amp; Pasquale" width="960" height="720" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/03/VenerioGomme.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-3818" title="Venerio Gomme" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/03/VenerioGomme-300x146.jpg" alt="Venerio Gomme" width="463" height="225" /></a><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/03/gen_Venerio.jpg"><img class="alignnone wp-image-3819" title="Venerio 3 generazioni" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/03/gen_Venerio-300x300.jpg" alt="Venerio 3 generazioni" width="225" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">_____________________________________________________________<br />
<span style="text-decoration: underline;">Nota</span>:<br />
<strong>1</strong> &#8211; Rocco Pati, tornato in Italia aprì il ristorante <em>“La Spagnola”</em> in via Dogana.</span></p>
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		<title>Franco Defina</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2015 14:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/franco-defina.html" target="_blank"><img width="150" height="170" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/franco_defina.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Franco Defina" /></a></div>Questa è la storia di un uomo che nella vita ha dimostrato forza, coraggio, temperamento e spirito d’avventura, correttezza e onestà; molto attaccato alla Terra che tanto gli aveva dato, a cui tanto fu grato, e in cui sognava un...<br /><a class="read-more-button" href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/franco-defina.html">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/pionieri/franco-defina.html" target="_blank"><img width="150" height="170" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/franco_defina.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Franco Defina" /></a></div><p style="text-align: justify;"><span style="color: #008080;"><em>Questa è la storia di un uomo che nella vita ha dimostrato forza, coraggio, temperamento e spirito d’avventura, correttezza e onestà; molto attaccato alla Terra che tanto gli aveva dato, a cui tanto fu grato, e in cui sognava un giorno di far ritorno: il Venezuela.</em></span></p>
<pre style="text-align: center;"><strong><span style="color: #003366;"><big><big>Franco Defina</big></big></span></strong></pre>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Molti anni fa, nel lontano 1924 a S. Onofrio (CZ) nasceva un bambino di nome Franco Defina, secondo di quattro fratelli a cui il destino avrebbe riservato un futuro ricco di grandi successi. </span><span style="color: #003366;">Insieme alla famiglia, ancora piccolo, visti i tempi che correvano, si trasferì per pochi anni in Brasile, dove il padre trovò lavoro in una piantagione di caffè. Successivamente, tornarono in Italia, </span><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/de-fina-franco-2.jpg" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-425 size-medium" title="Franco Defina" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/de-fina-franco-2-300x208.jpg" alt="Franco Defina" width="300" height="208" /></a><span style="color: #003366;">stabilendosi nella bella Amantea. Quegli anni furono particolarmente duri per la famiglia Defina ma, nonostante le difficoltà, Franco, da ragazzo diligente e volenteroso quale era, frequentò la “S</span><span style="color: #003366;">cuola di Avviamento al lavoro” a Fuscaldo dove, studiando sui libri dei suoi amici e compagni di scuola i f.lli Bruno, riuscì ben presto a diplomarsi. La grande guerra non tardò ad arrivare e a partire dal ’43 fu assunto come radiofonista presso la Stazione Ferroviaria di Amantea.</span><br />
<span style="color: #003366;">A riguardo un aneddoto che spesso raccontava con orgoglio. Un giorno, mentre si trovava sul posto di lavoro, sentì arrivare dei bombardieri tedeschi e, mettendo a repentaglio la sua stessa vita, decise insieme ad un suo collega di spostare in una galleria un treno carico di benzina, di cui, in un inferno di fiamme, riuscì a salvare solo alcuni vagoni.</span><br />
<span style="color: #003366;">Poco tempo più tardi venne trasferito a Sibari e qui contrasse la malaria. </span><br />
<span style="color: #003366;">Restò in ferrovia fino al termine del conflitto mondiale quando, per esubero di personale, fu licenziato. </span><br />
<span style="color: #003366;">Questo non lo scoraggiò, ma, senza perdersi d’animo intraprese l’attività di commercio dell’olio. </span><br />
<span style="color: #003366;">In quel periodo conobbe Rosina, l’amore della sua vita, che sposò e da cui ebbe la prima delle cinque figlie. </span><br />
<span style="color: #003366;">Rendendosi conto che l’Italia del dopoguerra non offriva possibilità ad un uomo dalle grandi aspirazioni come lui, agli inizi degli anni ’50, lasciò la sua patria per cercare fortuna in terre lontane: a 26 anni si imbarcò alla volta del Venezuela, la sua seconda Terra. </span><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/de-fina-franco-4.jpg" target="_blank"><img class="alignright wp-image-426 size-medium" title="Franco Defina a caccia con una tigre" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/de-fina-franco-4-200x300.jpg" alt="Franco Defina a caccia con una tigre" width="200" height="300" /></a><br />
<span style="color: #003366;">Visse il Venezuela del dittatore Pérez Jiménez, il periodo delle rivoluzioni del leader maximo Fidel Castro e del Che, dei cercatori di diamante, del ranchera messicano e del merengue ballato per strada. </span><br />
<span style="color: #003366;">Nel nuovo Paese conobbe quello che sarebbe diventato il suo socio in affari nonché grande amico, Martin, con il quale, per sbarcare il lunario, ideò un particolare mestiere: assemblaggio e vendita di cornici in vetro. </span><br />
<span style="color: #003366;">Gli anni passarono e giunse rapidamente l’epoca della “Febbre dell’oro”, così i due amici decisero di avventurarsi in un viaggio che li fece approdare nel grande polmone verde del Brasile: la Foresta Amazzonica. </span><br />
<span style="color: #003366;">Qui, tra tigri, serpenti (raccontò di averne ucciso uno grandissimo e di averne mangiato la carne!) le più svariate bestie selvatiche, conobbe e si relazionò con le locali tribù indigene e riuscì, persino, a trovare qualche pepita d’oro grazie alla quale, al suo ritorno nella venezuelana Città Bolivar avviò, insieme a Martin, la sua prima vetreria. </span><br />
<span style="color: #003366;">Fecero centro: l’attività ebbe subito successo, tanto che di lì a poco decisero di ingrandire e di annettervi una ferramenta. </span><br />
<span style="color: #003366;">I giorni diventarono mesi ed i mesi anni e la mancanza della moglie crebbe sempre di più, così fece di tutto per averla di nuovo accanto a sé: ebbero altre quattro figlie. </span><br />
<span style="color: #003366;">Gli anni di sacrifici e stenti si erano finalmente conclusi, Franco Defina potè finalmente considerarsi un uomo realizzato: l’azienda andava a gonfie vele &#8211; tanto da dover assumere dell’altro personale &#8211; e cosa ben più importante, si era creato una meravigliosa famiglia. </span><br />
<span style="color: #003366;">Fu così che ricco e soddisfatto di quanto ottenuto, per amore di moglie e figlie, decise di rientrare nella sua terra natìa. </span><br />
<span style="color: #003366;">Ad Amantea comprò casa in via Mazzini, aprì una piccola bottega di alimentari per la moglie e investì tutto il resto nella realizzazione di un’azienda insieme ai due fratelli minori: nacque così la prima vetreria di Amantea. Sfortunatamente, come spesso accade, la società si sciolse e Franco, rimasto unico proprietario, ampliò l’azienda</span><span style="color: #003366;">, facendo lavorare un gran numero di giovani amanteani, vogliosi di fare la “gavetta”.</span><br />
<a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/de-fina-franco-5.jpg" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-427 size-medium" title="Franco Defina nel suo negozio di ferramenta" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/de-fina-franco-5-300x219.jpg" alt="Franco Defina nel suo negozio di ferramenta" width="300" height="219" /></a><span style="color: #003366;">Il rapporto che instaurava con i suoi dipendenti, però, non era solo di natura lavorativa, ma andava ben oltre: lui li considerava amici, compagni, tanto che non perdeva occasione per organizzare gite fuori porta e divertenti scampagnate. </span><br />
<span style="color: #003366;">Tra questi giovani c’era Emilio, suo futuro genero e socio. </span><br />
<span style="color: #003366;">Fu un autodidatta, non mancò di approfondire le sue conoscenze in ogni ambito, di ampliare la cultura di cui tanto andava fiero e su cui si sentiva talmente ferrato da mettere in dubbio il contenuto di enciclopedie, manuali o riviste di ogni sorta: celebre era il suo: “E’ sbagliato il libro!”. </span><br />
<span style="color: #003366;">Nondimeno fu un padre estremamente presente, incoraggiò le figlie a seguire le proprie passioni, sostenne i loro sogni, infondendo in loro grande fiducia. </span><br />
<span style="color: #003366;">Viaggiò con moglie e figlie in lungo e in largo, dalle Isole Eolie alla Francia: non fece mancare loro nulla. </span><br />
<span style="color: #003366;">Il tempo passò, i capelli si ingrigirono e giunse il momento della pensione, così decise di cedere la sua quota societaria al nipote ma, nonostante ciò, essendo un grande stakanovista fortemente attaccato all’azienda che creò dal nulla, continuò a dare una mano in vetreria supervisionando i lavori fin quando Dio glielo permise. </span><br />
<span style="color: #003366;">Padre esemplare, intraprendente e impavido viaggiatore, con tantissimi amici, divertente compagno di avventure, persona estremamente carismatica: questo era Franco Defina.</span><br />
<span style="color: #003366;">Si spense il 18 novembre 2003 all’età di 79 anni, circondato dall’affetto di 5 figlie e ben 11 nipoti.</span></p>
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