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	<title>Amanteani nel Mondo &#187; Pallamano</title>
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	<description>Il nuovo sito dell&#039;Associazione &#34;Amanteani nel Mondo&#34; - Amantea (CS)</description>
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		<title>La Pallamano Amantea</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 00:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/storie-di-sport/pallamano/la-pallamano-amantea.html" target="_blank"><img width="250" height="140" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/handballamantea.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Handball Amantea" /></a></div>V.V.V. Volontà, Volontà, Volontà Un&#8217;irripetibile esperienza sportiva: la Pallamano Amantea di Pino Del Pizzo Nell&#8217;album dei miei ricordi sportivi, una parte importante è quella dell&#8217;esperienza vissuta nella scoperta, prima, e nella pratica, poi, del gioco della pallamano. Tutto iniziò in...<br /><a class="read-more-button" href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/storie-di-sport/pallamano/la-pallamano-amantea.html">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/storie-di-sport/pallamano/la-pallamano-amantea.html" target="_blank"><img width="250" height="140" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/handballamantea.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Handball Amantea" /></a></div><p style="text-align: center;"><span style="color: #003366;"><strong>V.V.V.</strong></span><br />
<span style="font-size: 18pt;"><em><span style="color: #003366;"><strong>Volontà, Volontà, Volontà</strong></span></em></span><br />
<span style="font-size: 10pt;"><strong><span style="color: #003366;">Un&#8217;irripetibile esperienza sportiva: la Pallamano Amantea</span></strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 8pt;"><em><strong><span style="color: #003366;">di Pino Del Pizzo</span></strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/handball-1-A.jpg" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-724 " title="Pallamano Amantea: formazione del primo campionato di serie C" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/handball-1-A-300x194.jpg" alt="Pallamano Amantea: formazione del primo campionato di serie C" width="402" height="260" /></a>Nell&#8217;album dei miei ricordi sportivi, una parte importante è quella dell&#8217;esperienza vissuta nella scoperta, prima, e nella pratica, poi, del gioco della pallamano.</span><br />
<span style="color: #003366;">Tutto iniziò in treno quando ebbi il piacere d&#8217;incontrare il tecnico jugoslavo che allora allenava la nazionale Italiana: familiarizzammo subito mi promise di fermarsi ad Amantea nel primo viaggio che avrebbe fatto in Sicilia per visionare alcuni atleti che militavano nell&#8217;Ortigia di Siracusa, formazione allora campione Italiana.</span><br />
<span style="color: #003366;">La promessa fu mantenuta puntualmente e, da questo secondo incontro, nacque in me il desiderio di dar vita ad una nuova esperienza sportiva, al di là delle difficoltà strutturali , organizzative e tecniche che questa avventura prometteva sin dall&#8217;inizio.</span><br />
<span style="color: #003366;">Letti i primi manuali tecnici, studiato il regolamento, comprato un pallone, cominciai a sperimentare il nuovo gioco con gli alunni e le alunne di una quinta classe elementare nella quale, in quel tempo insegnavo. Ben presto, ad essi, si aggregarono altri coetanei per gli allenamenti che si tenevano due volte alla settimana nella palestra della scuola G. Pascoli.</span><br />
<span style="color: #003366;">Dopo qualche mese, i ragazzi ed io, sentimmo il desiderio di misurarci con le squadre della provincia che vantavano esperienza di gioco e che partecipavano a tornei e a campionati federali.</span><br />
<span style="color: #003366;">La prima uscita, al palazzetto dello sport di Casali (Cosenza) fu una vera &#8220;debacle&#8221;: perdemmo 9 a 0!</span><br />
<span style="color: #003366;">Avevamo corso tanto, tutti si erano impegnati, ma&#8230; una cosa è essere atleti, un&#8217;altra è essere squadra, con schemi e visione di gioco.</span><br />
<span style="color: #003366;">Non mi sentivo deluso, anzi dalla lezione avevo imparato qualcosa e, dopo tre settimane, riuscii ad ottenere un&#8217;amichevole con la squadra campione regionale di categoria.</span><br />
<span style="color: #003366;">Un&#8217;altra sconfitta: 16 a 6, ma anche altre importanti risposte sull&#8217;impostazione del gioco.</span><br />
<span style="color: #003366;">Quando riprendemmo la preparazione dissi ai ragazzi:&#8221;Ci iscriveremo al torneo federale anche noi e lo vinceremo. Non è difficile. Atleticamente siamo i più forti. Ora dobbiamo impegnarci nella tecnica.&#8221;</span><br />
<span style="color: #003366;">Sulla parete dello spogliatoio, con un un pezzo di gesso scrissi una frase</span><strong><span style="color: #003366;"> &#8220;Il segreto della vittoria è V.V.V.&#8221;</span></strong><br />
<span style="color: #003366;">Poi spiegai che per vincere occorrevano tre cose: volontà, <span style="font-size: 12pt;">volontà</span>,<span style="font-size: 14pt;"> volontà</span>&#8230;</span><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/handball-4-A.jpg" target="_blank"><img class="alignright wp-image-725" title="Pallamano Amantea, formazione schierata al Partenio di Avellino nel secondo campionato di serie C" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/handball-4-A-300x192.jpg" alt="Pallamano Amantea, formazione schierata al Partenio di Avellino nel secondo campionato di serie C" width="328" height="210" /></a><br />
<span style="color: #003366;">Allora non pensavo che, nel giro di soli quattro anni, la società Handball Amantea, costituita nell&#8217;ambito della CSA , avrebbe raggiunto la promozione nella serie &#8220;C&#8221; Nazionale e che le le formazioni giovanili si sarebbero affermate nei vari tornei provinciali e regionali.</span><br />
<span style="color: #003366;">L&#8217;eccellenza del vivaio veniva confermata dalla convocazione nei ritiri degli stages Nazionali di due validissimi giocatori: <strong>Valentino M</strong></span><span style="color: #003366;"><strong>unno</strong> (ala) e di <strong>Vicente Signorelli</strong> (play), quest&#8217;ultimo convocato, addirittura ,con la nazionale juniores per l&#8217;incontro con la Jugoslavia.</span><br />
<span style="color: #003366;">Nel primo anno di quarta serie, ci classificammo secondi, nel secondo anno riuscimmo a vincere proprio all&#8217;ultima giornata e c</span><span style="color: #003366;">o</span><span style="color: #003366;">nquist</span><span style="color: #003366;">are la serie C Nazionale. Un vero trionfo della volontà a prezzo di enormi sacrifici. Ben presto, però, ci accorgemmo che la serie C era veramente un&#8217;altra cos</span><span style="color: #003366;">a!</span><br />
<span style="color: #003366;">La mancanza di un palazzetto dello sport impediva lo svolgimento regolare degli allenamenti e il campo angusto finora ut</span><span style="color: #003366;">ilizzato, di dimensioni molto inferiori a quelle regolamentari, non permetteva il perfezionamento dei movimenti e degli automatismi degli schemi e, inoltre, la mancanza totale di contributi da parte del Comune e degli altri Enti aumentò a dismisura la lotta per sopravvivere, non solo per le onerose spese di iscrizione al </span><span style="color: #003366;">campionato (due milioni e mezzo di vecchie lire) quanto per le difficoltà economiche e logistiche delle trasferte.</span><br />
<span style="color: #003366;">Si giocava sempre di mattina, per cui spesso si partiva poco dopo la mezzanotte, quasi sempre a bordo di uno sgangher</span><span style="color: #003366;">ato pulmino ed una macchina, per raggiungere Foggia, Bari, Fasano, Avellino, Capua, Caserta, S.Giorgio a Cremano, Orta di Atella, Ischia&#8230; dove arrivavamo st</span><span style="color: #003366;">anchi e svuotati di energia, ma pronti a dare sempre il massimo.</span><br />
<span style="color: #003366;">Il nostro obiettivo era la </span><span style="color: #003366;">salvezza, che regolarmente riuscivamo a conquistare soltanto con l&#8217;orgoglio e l&#8217;attaccamento ai colori sociali, con sacrifici inenarrabili ed inimmaginab</span><span style="color: #003366;">ili.</span><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/handball-allievi-B.jpg" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-726 " title="Pallamano Amantea, La formazione Campione Regionale allievi nel 1985" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/handball-allievi-B-300x192.jpg" alt="Pallamano Amantea, La formazione Campione Regionale allievi nel 1985" width="297" height="190" /></a></span><br />
<span style="color: #003366;">Emblematico quanto ci ac</span><span style="color: #003366;">cadde nel primo campionato di serie C composto da 14 squadre.</span><br />
<span style="color: #003366;">Dopo le 13 partite del gi</span><span style="color: #003366;">rone d&#8217;a</span><span style="color: #003366;">ndata avevamo collezionato 13 sconfitte! Ma la nostra fiducia e il nostro entusiasmo non scemava, anzi dalle avversità riuscivamo a trarre stimoli e vigore, </span><span style="color: #003366;">an</span><span style="color: #003366;">c</span><span style="color: #003366;">he </span><span style="color: #003366;">perchè cominciavamo ad adattarci al salto di categoria e a trovare nuove soluzioni di gioco.<br />
La prima partita del girone di ritorno ci vedeva impegnati sul campo della imbattuta capolista Bari, retrocessa d&#8217;ufficio dalla serie A.<br />
</span><span style="color: #003366;">Dovevamo giocare alle 11</span><span style="color: #003366;"> n</span><span style="color: #003366;">e</span><span style="color: #003366;">l capoluogo pugliese, per cui partimmo con un pulmann verso le quattro del mattino. Nonostante la rinomata bravura del nostro autista, Tonino Carbone</span><span style="color: #003366;">, a p</span><span style="color: #003366;">o</span><span style="color: #003366;">ch</span><span style="color: #003366;">i c</span><span style="color: #003366;">hilometri dalla meta fummo bloccati da una copiosa nevicata.</span><br />
<span style="color: #003366;">Senza perderci d&#8217;animo, </span><span style="color: #003366;">balzammo giù dal pulmann e facemmo razzie dei rami degli alberi d&#8217;ulivo che la </span><span style="color: #003366;">neve e il vento avevano spezzato, e costruimmo metri di pista sulla carreggiata poi, </span><span style="color: #003366;">s</span><span style="color: #003366;">ping</span><span style="color: #003366;">endo per decine di metri, riuscimmo a far ripartire il mezzo sul quale saltammo in corsa per pericolo che restasse bloccato di nuovo nella tormenta. Raggiungem</span><span style="color: #003366;">mo il palazzetto </span><span style="color: #003366;">del capoluogo pugliese, ancora tra</span><span style="color: #003366;">felati ed ansanti, giusto in tempo per non avere la partita </span><span style="color: #003366;">persa al tavolino e </span><span style="color: #003366;">scendemmo in campo con più rabbia e concentrazione delle altre volte&#8230;</span><br />
<span style="color: #003366;">Incredibilmente sciorinammo la più bella partita di sempre, infliggendo ai blasonati avversari un umiliante 18 a 8.</span><br />
<span style="color: #003366;">Alla goleada partecipò perfino il nostro portiere che, con un pallonetto da porta a porta, uccellò </span><span style="color: #003366;">l&#8217;omologo avversario, colto colpevolmente fuori dai pali: una rete memorabile.</span><br />
<span style="color: #003366;">La trasferta di Bari segnò l&#8217;inizio di una fantastica rimonta che ci procurò la salvezza e ci permise di disputare il successivo campionato in C.</span><br />
<span style="color: #003366;">Ogni anno, però, era necessario cambiare gran parte della squadra perchè qualcuno si stancava di questa continua precarietà, altri invece, finiti gli studi, andavano in università del nord e potevano essere disponibili solo in qualche partita.</span><br />
<span style="color: #003366;">A poco a poco ci rendemmo conto di non poter più continuare. Fu così che, dopo un&#8217;ennesima faticosissima trasferta, giunse il momento della ragione e, a malincuore, dicemmo basta.</span><br />
<span style="color: #003366;">Dopo tre campionati nella divisione nazionale finiva un&#8217;avventura che ancora molti ricordano e che, ora uomini maturi, vorrebbero riprendere&#8230;. </span><span style="color: #003366;">Chissà&#8230;.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003366; font-size: 8pt;"><strong>Di seguito una formazione dell&#8217;Handball Amantea del campionato di serie D conclusosi con la promozione alla serie C nazionale</strong>.</span><br />
<span style="font-size: 8pt;"><span style="color: #003366;">In piedi da sinistra: Pino Del Pizzo (Allenatore), Munno Vincenzo, Vadacchino Daniele, Signorelli Vicente, Morelli Fortunata (Medico Sociale),<br />
Del Rosario Giuseppe, Sabatino Aldo, Aloe José, </span><span style="color: #003366;">Briglio Roberto, Medaglia Palmiro (Presidente);</span></span><br />
<span style="color: #003366; font-size: 8pt;">Accosciati: Sicoli Francesco, Bazzarelli Mario, Munno Valentino, Buffone Giuseppe, Porlisi Girolamo, Del Rosario Antony, Lindia Annunziato</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/handball_amantea.jpg" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-727 size-large" title="Handball Amantea" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/handball_amantea-1024x742.jpg" alt="Handball Amantea" width="734" height="532" /></a></p>
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		<title>Pallamano Amantea: il &#8220;Kommando&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 00:07:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/storie-di-sport/pallamano/pallamano-amantea-il-kommando.html" target="_blank"><img width="150" height="126" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/pallamanoporta.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Handball" /></a></div>Fatti e&#8230; misfatti! Il nostro sport (pallamano) era sconosciuto, non godevamo di contributi pubblici o di sponsor privati, avevamo impegnato le nostre misere “risorse” nell’acquisto di tre palloni regolamentari pagati la bellezza di 180.000 lire, ci allenavamo nel cortile sterrato...<br /><a class="read-more-button" href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/storie-di-sport/pallamano/pallamano-amantea-il-kommando.html">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://www.amanteaninelmondo.it/amarcord/storie-di-sport/pallamano/pallamano-amantea-il-kommando.html" target="_blank"><img width="150" height="126" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/pallamanoporta.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Handball" /></a></div><h4 style="text-align: center;"><span style="color: #003366;">Fatti e&#8230; misfatti!</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Il nostro sport (pallamano) era sconosciuto, non godevamo di contributi pubblici o di sponsor privati, avevamo impegnato le nostre misere “risorse” nell’acquisto di tre palloni regolamentari pagati la bellezza di 180.000 lire, ci allenavamo nel cortile sterrato della palestra delle scuole elementari di via Baldacchini e, giorno dopo giorno, molti ragazzi si appassionavano a questo “calcio giocato con le mani” dimostrando un impegno che faceva ben sperare…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><img class="alignleft wp-image-828 size-medium" title="Porta Pallamano" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/porta-1-300x197.jpg" alt="Porta Pallamano" width="300" height="197" />Per porte usavamo i ritti del saltometro che, anche se legati al muro o alla ringhiera del recinto, costituivano un incombente pericolo e la fonte di continui litigi circa la validità delle segnature sulle traiettorie più alte.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Avevamo assoluto bisogno di un paio di porte “vere” per poter incominciare la nuova esperienza sportiva, ma costavano troppo: più di un milione delle vecchie lire, senza contare l’esose  spese di spedizione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">La Federazione Provinciale ce le aveva promesse all’atto dell’affiliazione, ma i campionati stavano per iniziare, il Comune aveva sistemato il cortile con una pavimentazione in cemento rosso che gli operai della ditta Besaldo avevano tentato di rendere meno scabroso, avevamo passato interi pomeriggi per tracciare l’area di gioco, ma delle ”nostre” porte… nessuna notizia…</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Nel frattempo mi era giunta una “soffiata” da parte di un Dirigente Provinciale: in una struttura sportiva polifunzionale, utilizzata soprattutto dall’esercito, c’erano due porte di pallamano usate impropriamente come porte di calcio, solo saltuariamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Il giorno dopo mi recai sul posto per un sopralluogo “esplorativo”: la notizia  rispondeva al vero e l’occasione era troppo ghiotta per farmela sfuggire!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">I pesantissimi attrezzi, in ferro tubolare, erano fissati al suolo con staffe di ferro e bulloni arrugginiti che sarebbe stato impossibile svitare in poco tempo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Mi recai ad un negozio di ferramenta, acquistai una bomboletta di “svitol”, poi attesi le ombre protettive ombre della sera per scavalcare la recinzione per irrorare del miracoloso prodotto tutti i punti di ancoraggio. Durante la notte l’olio sarebbe penetrato in profondità ammorbidendo la ruggine e rendendo possibile la realizzazione del  “blitz” che avevo maturato, una vera e propria azione di  “Kommando” da realizzare esattamente 24 ore dopo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Tra i numerosi volontari, scelsi i più fidati ed esperti: Cenzino Munno (per la forza), Alex e Antony Del Rosario per l’esperienza maturata nell’officina del padre.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><img class="alignright wp-image-829" title="Porta Pallamano Amantea" src="http://www.amanteaninelmondo.it/wp-content/uploads/2015/02/portapall-300x197.jpg" alt="Porta Pallamano Amantea" width="343" height="225" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Alle 16 del giorno dopo parcheggiammo il pulmino della CSA in vicinanza della struttura e restammo in attesa che tutti se ne and</span><span style="color: #003366;">assero col calare delle tenebre. Poi entrammo in azione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Scavalcata la rete, in meno di dieci minuti liberammo le porte dagli ancoraggi, le smontammo e le caricammo sul mezzo, poi ve</span><span style="color: #003366;">lo</span><span style="color: #003366;">cemente prendemmo la via del ritorno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Davanti all’officina c’erano ad attenderci un gruppo di volenterosi, di ogni età, muniti di carta smeriglio. In poco più di un’ora le porte furono levigate, riverniciate e montate.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Da domani anche l’Handball Amantea avrebbe potuto avere una struttura degna del cammino che ci </span><span style="color: #003366;">aspettava e che l’avrebbe condotta a risultati prestigiosi e insperati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><strong>FELICE EPILOGO</strong>: Il Pulmino della CSA, per i colori della sua carrozzeria (bianco e rosso) e per i grandi stemmi laterali, non era passato inosservato: qualcuno fece la “spiata” e fu facile risalire a noi come gli autori del “furto per necessità”. Comunque la vicenda, con i buoni uffici del CONI Provinciale si chiuse senza conseguenze penali, anzi divenne un episodio che per molti anni venne ricordato con un sorriso e noi indicati come <em>“quelli che avevano fregato le porte usate dall’esercito”</em>.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #003366;"><strong><em><span style="font-size: 8pt;">Pino Del Pizzo</span></em></strong></span></p>
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